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Ti vedo dappertutto, ti sento dappertutto.
Una nazione che e’ un concetto, una terra che e’ sempre stata sogno,
fin da quando i nostri avi ci si trasferirono alla ricerca di un nuovo mondo.
Ti trovo nei film e ti guardo estasiato.
Ti trovo nelle canzoni e ti ascolto stupefatto.
Ti trovo persino nei videogiochi e virtualmente mi permetto di viverti un po’.
Dalle brumose mattinate della Baia di Frisco,
alle assolate spiagge di San Diego,
passando per le autostrade di Los Angeles,
quel nord est fatto di parchi, quel sud ovest fatto di vigneti.
…E quel deserto alle spalle, scheletro nell’armadio di una nazione che ha tutto e il contrario di tutto.
Speranza e violenza.
Asfalto e terra rossa.
Sei un poco messicana e un poco europea,
Un poco cinese e un poco africana.
Sei la terra promessa e prometto che tornero’ a trovarti,
..e tornero’ a trovarmi.
“….Oh make me feel good rock’n'roll band,
I’m your biggest fan,
California, I’m coming home…
E Voi, imparate che occorre vedere e non guardare in aria; occorre agire e non parlare. Questo mostro, stava una volta per governare il mondo! I popoli lo spensero, ma ora non cantiamo vittoria troppo presto Il grembo da cui nacque è ancora fecondo.
B.Brecht
La mia candidatura, nata quasi per scherzo, ha aperto in molti cuori una nuova speme per un futuro migliore.
Ma forse vi devo dei chiarimenti.
Innanzitutto ricordatevi di chi sono…
Voglio un mondo dove a governare ci siano la Simpatia, la Figa e i Brindisi col vino buono.
Voglio un mondo dove non si lavora.
Voglio un mondo senza Nord e Sud, Sinistra o Destra, ma solo “DE CHE’” e “DE LA’”.
Voglio un mondo d’amore.
Non voglio promettervi cose che poi non manterro’.
Non voglio che vi sentiate parte di un movimento o di un partito.
Non voglio che pensiate che essendo miei amici avrete dei ritorni di immagine da questa mia candidatura.
Non voglio che “stiate con me”…fatevi i cazzi vostri che campate di piu’!
Cio’ che piu’ conta e’ che se proprio decidete di andare a votare durante questo weeekend, voi non buttiate il vostro pensiero in quei contenitori vuoti e falsi chiamati partiti.
Non fatevi ingannare.
Date retta alle ragazze tatuate…
E fu cosi’ che scelse la strada sbagliata.
Lo fece per errore, sovrappensiero come sempre.
Lo fece perche’ la strada che stava percorrendo non gli dava piu’ alcuna emozione, e al primo bivio giro’, senza pensarci.
Continuo’ a fissare la stella, l’unica che gli indicava la direzione.
Si avventuro’ per questo sentiero tortuoso, denso di rovi, lungo, pieno di buche, con l’incoscienza di una bimba e la voglia di un’adolescente.
a volte il dolore alle caviglie e la stanchezza delle gambe lasciavano il posto alla gioia e al godimento che quei
paesaggi gli regalavano. erano unici ed irripetibili. Luminosi.
Erano fatti della sostanza stessa di cui sono composti i sogni.
I sogni, i sogni.
Sono solo sogni.
Che tristezza…
avete presente quando ti alzi la mattina e ti rendi conto che è venerdì??
che è arrivato il fatidico venerdì??
che te dici “bella storia domani dormo tutta la mattina, che è una settimana che l’aspetto!!”
Ma poi vai dalla frittarola (che non vende nulla de fritto, ma solo frutta e verdura) e mentre sei lì, mezza rincoglionita, ti comunicano dall’alto (mi piace scrivere così, sa quasi di spirituale) che l’altra ragazza che si smezza i sabati con me, putroppo, ha 39 di febbre..e quindi…domani mattina dovresti venire tu….
ehhhheehhh????? :O
O cazzarola, non avevo nemmeno fatto in tempo ad assaporare l’idea di non svegliarmi presto domani che… pufff è svanita in un alito di vento …
e quindi domani aprirò ancora gli occhi alle 6.30…e a differenza delle altre mattine, alle 7.00 sarò già a Zanica, pronta per sollevare cassette di frutta e verdura, per servire le nonnette, le vecchiette, le giovanotte e i giovanotti (di una volta)..pronta a dire col sorriso “Buongiorno signora, mi dica, che le serve??” e anche ” Grazie e buonagiornata!” oppure “Buonadomenica e grazie!” o ancora ” Ciao passa bene il week end!” (per quelle che conosco)…
…insomma domani lavoro ancora…
niente riposo settimanale per la Nany!!
Pochi erano i passi, e brevi.
Fitta fitta la pioggia, e greve.
Due o tre idee, poco piu’ che pensieri, raccolte stretti tra i capelli.
Le avrebbe potute chiamare coincidenze.
Non ci penso’ poi molto. Fisso’ il cielo davanti e se’.
Respiro’ a lungo.
Osservo’ con cura la frattura sotto i suoi piedi.
Si lancio’. L’aria fischiava ai lati delle orecchie come vento, sibilando una nenia che gli ricordava le cornamuse scozzesi. Avrebbe giurato di poter volare.
Ma era solo un pensiero, solo una scarica di elettricita’ nel cervello, solo un attimo regalato al riposo. E il cuore, grato per la concessione, lo ripagava con quelle visioni, quelle illuminazioni. L’anima si riempiva di gioia e bellezza, e la corsa rinasceva spontanea, senza nessun comando impartito dalla testa alle gambe: il corpo diventava movimento, lo slancio diveniva moto, il passo volgeva lentamente al volo.
solo correre, correre e ancora correre: senza alcuna meta, senza alcun motivo, senza necessita’ o imposizioni, senza bisogni o doveri, senza giudizi. correre solamente perche’ sembrava l’unica cosa per cui valesse la pena di esistere.