La trapezista vola
Avanti, va su, va su.
E poi indietro, vien giu’, vien giu’.
I capelli al vento, il sorriso, gli occhi brillanti e le curve sinuose.
La trapezista vola, rompe gli equilibri, le esitazioni e i dubbi.
Angelo sotto ai riflettori, signora della scena.
Io me ne sto qui, col naso all’insu’, la bocca spalancata, ladro dei tuoi movimenti.
Vola trapezista, ancora una volta. 
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E fu cosi’ che scelse la strada sbagliata.
Lo fece per errore, sovrappensiero come sempre.
Lo fece perche’ la strada che stava percorrendo non gli dava piu’ alcuna emozione, e al primo bivio giro’, senza pensarci.
Continuo’ a fissare la stella, l’unica che gli indicava la direzione.
Si avventuro’ per questo sentiero tortuoso, denso di rovi, lungo, pieno di buche, con l’incoscienza di una bimba e la voglia di un’adolescente.
a volte il dolore alle caviglie e la stanchezza delle gambe lasciavano il posto alla gioia e al godimento che quei
paesaggi gli regalavano. erano unici ed irripetibili. Luminosi.
Erano fatti della sostanza stessa di cui sono composti i sogni.

I sogni, i sogni.
Sono solo sogni.
Il concerto di Morgan mi e’ piaciuto un casino.
Ma il dopoconcerto e’ stato anche meglio…..

Pochi erano i passi, e brevi.
Fitta fitta la pioggia, e greve.
Due o tre idee, poco piu’ che pensieri, raccolte stretti tra i capelli.
Le avrebbe potute chiamare coincidenze.
Non ci penso’ poi molto. Fisso’ il cielo davanti e se’.
Respiro’ a lungo.
Osservo’ con cura la frattura sotto i suoi piedi.
Si lancio’. L’aria fischiava ai lati delle orecchie come vento, sibilando una nenia che gli ricordava le cornamuse scozzesi. Avrebbe giurato di poter volare. 
Sotto, solo acqua. E lo splash che la attendeva.
Ma era solo un pensiero, solo una scarica di elettricita’ nel cervello, solo un attimo regalato al riposo. E il cuore, grato per la concessione, lo ripagava con quelle visioni, quelle illuminazioni. L’anima si riempiva di gioia e bellezza, e la corsa rinasceva spontanea, senza nessun comando impartito dalla testa alle gambe: il corpo diventava movimento, lo slancio diveniva moto, il passo volgeva lentamente al volo.
solo correre, correre e ancora correre: senza alcuna meta, senza alcun motivo, senza necessita’ o imposizioni, senza bisogni o doveri, senza giudizi. correre solamente perche’ sembrava l’unica cosa per cui valesse la pena di esistere.

È difficile restare arrabbiati quando c’è tanta bellezza nel mondo. A volte è come se la vedessi tutta insieme, ed è troppo. Il cuore mi si riempie come un palloncino che sta per scoppiare. E poi mi ricordo di rilassarmi, e smetto di cercare di tenermela stretta. E allora scorre attraverso me come pioggia. E io non posso provare altro che gratitudine per ogni singolo momento della mia stupida, piccola vita.
American Beauty.