Trippa
La grande artista della trippa…
minchia che deficienti che ci sono in giro
http://www.stylesreportberlin.com/index.php?module=interview&id=181

La grande artista della trippa…
minchia che deficienti che ci sono in giro
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Maestra - “Michele se tu stessi corteggiando una ragazza di buona famiglia, molto ben educata e durante una cena tu avessi la necessità di andare in bagno, cosa le diresti ???”
Michele – “Aspetta un momento che vado a pisciare !!!”
Maestra – “Ma questa sarebbe cattiva educazione da parte tua !!! Giovanni tu cosa diresti ???”
Giovanni – “Scusami devo andare alla toilette ma torno subito !!!”
Maestra – “Già va meglio, però risulta sgradevole menzionare la toilette mentre si mangia. Pierino, almeno per una volta, saresti mica in grado di utilizzare intelligenza e cortesia ???”
Pierino – “Io maestra direi: cara, ti prego, abbi pazienza un secondo che devo assentarmi per andare a stringere la mano ad un mio intimo amico che spero di riuscire a presentarti dopo cena !!!”
La trapezista vola
Avanti, va su, va su.
E poi indietro, vien giu’, vien giu’.
I capelli al vento, il sorriso, gli occhi brillanti e le curve sinuose.
La trapezista vola, rompe gli equilibri, le esitazioni e i dubbi.
Angelo sotto ai riflettori, signora della scena.
Io me ne sto qui, col naso all’insu’, la bocca spalancata, ladro dei tuoi movimenti.
Vola trapezista, ancora una volta. 
…. va bene tutto.. ma sti 2 qui .. fanno davvero quello che vogliono
che stile
Altro che dio, altro che religione, altro che sostanze.
Pura vita digitale.
“Abbandonate le vostre reti, e vi faro’ pescatori di uomini”.
E fu cosi’ che scelse la strada sbagliata.
Lo fece per errore, sovrappensiero come sempre.
Lo fece perche’ la strada che stava percorrendo non gli dava piu’ alcuna emozione, e al primo bivio giro’, senza pensarci.
Continuo’ a fissare la stella, l’unica che gli indicava la direzione.
Si avventuro’ per questo sentiero tortuoso, denso di rovi, lungo, pieno di buche, con l’incoscienza di una bimba e la voglia di un’adolescente.
a volte il dolore alle caviglie e la stanchezza delle gambe lasciavano il posto alla gioia e al godimento che quei
paesaggi gli regalavano. erano unici ed irripetibili. Luminosi.
Erano fatti della sostanza stessa di cui sono composti i sogni.
I sogni, i sogni.
Sono solo sogni.
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