Giorgio Gaber
(1972)
Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Vorrei essere libero come un uomo.
Come un uomo appena nato che ha di fronte solamente la natura
e cammina dentro un bosco con la gioia di inseguire un’avventura,
sempre libero e vitale, fa l’amore come fosse un animale,
incosciente come un uomo compiaciuto della propria libertà.
La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.
Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come un uomo che ha bisogno di spaziare con la propria fantasia
e che trova questo spazio solamente nella sua democrazia,
che ha il diritto di votare e che passa la sua vita a delegare
e nel farsi comandare ha trovato la sua nuova libertà.
La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche avere un’opinione,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.
La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.
Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come l’uomo più evoluto che si innalza con la propria intelligenza
e che sfida la natura con la forza incontrastata della scienza,
con addosso l’entusiasmo di spaziare senza limiti nel cosmo
e convinto che la forza del pensiero sia la sola libertà.
La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche un gesto o un’invenzione,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.
La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.
ma non vediamola solo sotto una luce “politica” della partecipazione.. ma anche sociale intelletuale e tecnologica … vista sotto questo punto di vista ha un significato ancora piu profondo sull’ evoluzione umana…
quindi appena riesco riprisinerò la licenza d’uso dei contenuti di questo blog
Jason Lee (si legge Gesonli’) e’ l’acclamato protagonista del telefilm piu’ bello mai stato prodotto, dopo “La famiglia Bradford” ovviamente.
Il telefilm in questione e’ “My Name is Earl”, in programmazione random sull’odiata ItaliaUno. A me piace molto, anche se di solito sono critico nei confronti della fuffa televisiva. Di questo prodotto potrei dire che e’ girato troppo veloce, che non mi convince con quel suo taglio da video musicale..boh…
Ma sul protagonista non ho proprio nulla da obiettare, anzi!
La sua carriera cinematografica e’ all’insegna del cazzonismo estremo e si dipana tra personaggi memorabili e citazioni incredibili.
Come dimenticare il discorso sull’ipocrisia delle lesbiche in “Chasing Amy”, il suo personale concetto di rock band espresso in “Quasi Famosi”. Ma anche la cattiveria di amico sfigato e invidioso in “Vanilla Sky”, tema che poi ritroviamo pure in “Dogma”.
E poi, parliamoci chiaro: lui e’ stato, e rimarra’ sempre, uno skater.

un saluto
baz
Questo è il mio primo articolo sul Blog nuovo, la veste grafica non è ancora del tutto completa ma a presto ci ripagherà la vista. Aspetto da tutti voi lettori più o meno assidui una partecipazione attiva per mantenere vivo e interessante questo luogo virtuale che accomuna le nostre idee. Valore al nostro pensiero, simbiosi mentale e spirituale che nasce dalle nuove tecnologie, così potremmo dire un giorno quando saremo dei matusa …anche noi si faceva il blog…
Fino all’ultimo sangue contro l’imperialismo dei matusa.
finalmente siam online con il nuovo blog .. piano piano impareremo tutti a usarlo (continua…)
Stanotte ho sognato che ammazzavo uno.
Ero li’ per la strada.
Fuori da un negozio.
Probabilmente un parrucchiere, o un barbiere.
Stringevo l’arma nella mia mano.
Una pistola. Una di quelle vecchie.
Lui usciva dal negozio. Lo guardavo fisso.
Gli puntavo la pistola in faccia.
Ma lui niente.
Non si muoveva.
Digrignava i denti in una smorfia che era gia’ di morte, piu’ che di paura.
Esplodevo in colpo e lui crollava a terra come ho visto in alcuni documentari in tv.
Un lungo rivolo di sangue gli usciva dal lato sinistro del cranio.
E io li’.
Fermo.
Con la mia pistola.
Ebbro di qualcosa che non avevo mai provato.
Non ero scosso per quello che avevo fatto. Non scappavo.
Lo guardavo, li’ sul selciato, sanguinante.
Morto.
Mi sono svegliato con una leggerezza che mi ha quasi preoccupato.
“I shot a man in Reno, just to watch him die…”
un saluto
baz

Intanto la vigilanza ci guardava skaitare…