Le mie usuali citazioni
“….- Cosa fai tutto il giorno, jerry? - gli chiedevo.
-Niente, mi guardo in giro -, rispondeva Cousin Jerry. …”
Bastogne - E.Brizzi (pag.59 della mia edizione economicissima).
..e’ difficile pensare che un ragazzo che ha scritto un libro tanto meraviglioso, non sia piu’ riuscito ad emergere dall’onda che ne e’ scaturita..
sembra il discorso su Sean Connery di Sickboy e Rent in Trainspotting, mentre sparacchiano al parco…
c’e’ un momento della vita in cui hai piu’ luce che ogni altra stella.
se lo sai trovare, hai svoltato.
se non lo trovi, prima o poi ti si ripresenta.
ma ho la netta sensazione che tu lo possa “usare” solo una volta.
dopo, ti tocca cercare di replicare per sempre.
oppure tenerlo fermo con la forza e vedere che si ribella, per gustarne poi i riflessi sulla vita di tutti i giorni, monotona e piatta.
ecco l’idea: colta l’illuminazione, metterla sottovuoto, riporla nel freezer, e, invece di divorarla subito, mangiucchiarla lentamente e semiriscaldata durante quei giovedi del cazzo, che il cielo e’ basso e le pile sono scariche.
non avra’ la potenza devastante della freschezza, ma ti aiutera’ a tenerti lontano dalle paludi.
l’illuminazione e’ una pinna dorsale su un istrice.
(questa e’ mia, potete scriverla negli autogrill).
“…Cousin Jerry non ha mai partecipato ai nostri affari, ma un paio di volte mi ha accompagnato a portare pezzi a qualche bisognoso. Guardava i gesti come uno squassato di vecchia data, un veterano che oramai ha smesso con gli appuntamenti nei parchi e nelle sale da biliardo, ma conosceva a memoria tutto il cerimoniale dell’acquisto e della vendita. Stabaccava con noi, la sera, ma non aveva vera passione, come lo considerasse una frivolezza. Non ce l’ha mai detto ma si intuiva, se capite cosa voglio dire. In quelle sere, attienti al suo modo di fumare, all’ansia con cui beveva, abbiamo capito quale era stato il vero vizio di Jerry. Abbiamo visto il flash tatuato con gli aghi sulla spalla, e forse siamo riusciti a immaginare un poco della sua vita. Raggiungeva uno stato di mezza trance, gli occhi ludici e il collo debole, parlava torbido e dolorante senza smettire di riempirsi il bicchiere, che fosse vino o amaro o whisky. Ascoltavamo Miss Rettore e i Cheeta Chrome Motherfucker e i miei dischi di ska giamaicano. E poi, una notte, Cousin Jerry ha parlato di assalto alla societa’, forze del disordine, anarchia emotiva e cerebrale. I capelli si scioglievano in ciuffi biondastri e sudati, attaccati alla fronte, e Cousin Jerry sembrava una specie di naufrago (…) Spesso Cousin Jerry, per dare un giudizio definitivo su una persona diceva proprio cosi’: - E’ un lavoratore -. Li odiava proprio, i lavoratori.”
Bastogne - E.Brizzi (la stessa pagina di prima…)
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