Abramo Minchia

Gennaio 30, 2006

Il mistero di Baltimora…

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pochi giorni fa ero strafelice di conoscere in un unico passaggio diretto, un grande della musica anni 80 come Baltimora…
ora pero’ ho trovato delle notizie sconcertanti…
devo indagare…

Gennaio 25, 2006

Fare West

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da qui

Le mie usuali citazioni

Archiviato in: Varie — Bazza @ 4:01 pm

“….- Cosa fai tutto il giorno, jerry? - gli chiedevo.
-Niente, mi guardo in giro -, rispondeva Cousin Jerry. …”

Bastogne - E.Brizzi (pag.59 della mia edizione economicissima).

..e’ difficile pensare che un ragazzo che ha scritto un libro tanto meraviglioso, non sia piu’ riuscito ad emergere dall’onda che ne e’ scaturita..

sembra il discorso su Sean Connery di Sickboy e Rent in Trainspotting, mentre sparacchiano al parco…
c’e’ un momento della vita in cui hai piu’ luce che ogni altra stella.
se lo sai trovare, hai svoltato.
se non lo trovi, prima o poi ti si ripresenta.
ma ho la netta sensazione che tu lo possa “usare” solo una volta.
dopo, ti tocca cercare di replicare per sempre.
oppure tenerlo fermo con la forza e vedere che si ribella, per gustarne poi i riflessi sulla vita di tutti i giorni, monotona e piatta.

ecco l’idea: colta l’illuminazione, metterla sottovuoto, riporla nel freezer, e, invece di divorarla subito, mangiucchiarla lentamente e semiriscaldata durante quei giovedi del cazzo, che il cielo e’ basso e le pile sono scariche.
non avra’ la potenza devastante della freschezza, ma ti aiutera’ a tenerti lontano dalle paludi.

l’illuminazione e’ una pinna dorsale su un istrice.
(questa e’ mia, potete scriverla negli autogrill).

“…Cousin Jerry non ha mai partecipato ai nostri affari, ma un paio di volte mi ha accompagnato a portare pezzi a qualche bisognoso. Guardava i gesti come uno squassato di vecchia data, un veterano che oramai ha smesso con gli appuntamenti nei parchi e nelle sale da biliardo, ma conosceva a memoria tutto il cerimoniale dell’acquisto e della vendita. Stabaccava con noi, la sera, ma non aveva vera passione, come lo considerasse una frivolezza. Non ce l’ha mai detto ma si intuiva, se capite cosa voglio dire. In quelle sere, attienti al suo modo di fumare, all’ansia con cui beveva, abbiamo capito quale era stato il vero vizio di Jerry. Abbiamo visto il flash tatuato con gli aghi sulla spalla, e forse siamo riusciti a immaginare un poco della sua vita. Raggiungeva uno stato di mezza trance, gli occhi ludici e il collo debole, parlava torbido e dolorante senza smettire di riempirsi il bicchiere, che fosse vino o amaro o whisky. Ascoltavamo Miss Rettore e i Cheeta Chrome Motherfucker e i miei dischi di ska giamaicano. E poi, una notte, Cousin Jerry ha parlato di assalto alla societa’, forze del disordine, anarchia emotiva e cerebrale. I capelli si scioglievano in ciuffi biondastri e sudati, attaccati alla fronte, e Cousin Jerry sembrava una specie di naufrago (…) Spesso Cousin Jerry, per dare un giudizio definitivo su una persona diceva proprio cosi’: - E’ un lavoratore -. Li odiava proprio, i lavoratori.”

Bastogne - E.Brizzi (la stessa pagina di prima…)

Casco

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Gennaio 18, 2006

Eresia??

Archiviato in: Varie — whitelion @ 4:04 pm

ma fa ridere… solo per bandelarghe

Gennaio 17, 2006

Latte Alla Spina

Archiviato in: Varie — whitelion @ 8:54 am

leggete .. molto interessante

http://www.beppegrillo.it/2006/01/latte_alla_spin.html

io non bevo latte.. quindi non posso provarlo e poi dirvi come è .. ma
se voi fate colazione con il caffè latte
ecco qui la lista dei posti dove c’è nella nostra regione

tralatro pare che non si è obbligati a prenderne un litro.. credo
inoltre ci si possa fare lo yogurt in casa

Gennaio 16, 2006

Rocco Siffredi

Archiviato in: Varie — whitelion @ 9:46 am

sull’ Isola

Gennaio 13, 2006

Qualcosa di Importante

Archiviato in: Varie — whitelion @ 8:55 am

Poteva essere chiunque

leggete e fare Girare..
http://federicoaldrovandi.blog.kataweb.it/

Federico

Ferrara, 2/1/2006

Scrivo la storia di quel che è successo a Federico, mio figlio.

Non scriverò tutto di lui, non si può raccontare una vita, anche se di soli 18 anni appena compiuti.

È morto il 25 settembre, il giorno di natale sono stati tre mesi…

Ho sempre pensato che sopravvivere ad un figlio fosse un dolore insostenibile. Ora mi rendo conto che in realtà non si sopravvive. Non lo dico in senso figurato. È proprio così. Una parte di me non ha più respiro. Non ha più luce, futuro…

Perché il respiro, la luce e il futuro sono stati tolti a lui.

Sabato 24 settembre è stato un giorno sereno, allegro…

Dopo la scuola il pranzo insieme, chiacchiere, risate. Era ancora estate, faceva caldo. Ha portato a spasso il suo amico cane. Non lo faceva spesso, ma quel giorno è andato con la musica in cuffia. Tutto in quel giorno aveva un’aura speciale.

Pensandoci ora è come se avesse voluto salutare tutti noi. Ha avuto sorrisi per tutti… la gioia era lui.

Ha incontrato la compagnia, ha fatto il suo lavoretto di consegna pizza.

Il programma della sera prevedeva un concerto a Bologna.

Prima di partire è passato da casa per cambiarsi le scarpe, rotte giocando a pallone…

È stata l’ultima volta che l’ho visto vivo.

Ha salutato tutti, compreso il fratello che dormiva già, chiedendomi perché Stefano non avesse risposto al suo saluto.

Anche una sua amica mi ha confermato che quella sera era sereno, che l’ha salutata sorridente con la solita pacca sulla spalla e l’appuntamento al giorno dopo…

Non è mai esistito il giorno dopo.

Al Link il concerto era stato annullato. Quindi la serata è trascorsa lì dentro.

L’hanno detto i compagni che erano con lui, non posso definirli amici, e le analisi lo hanno confermato. Uno dei ragazzi gli ha venduto una sostanza, una pasticca o simili.

Lo definiscono lo sballo del sabato sera. È sbagliato si. Ma non si muore di questo…

Federico lo sapeva bene. Era stato partecipe di un progetto scolastico di ricerca e informazione promosso dalla provincia. So che la sua era una conoscenza approfondita con ricerche sui siti delle asl, conosceva le sostanze e gli effetti. Ed era a suo modo un igienista. Aveva grande cura del suo corpo, di quel che mangiava. Era uno sportivo. Una ragazzo splendido pieno di salute.

E di progetti: pensava alla musica, al suo futuro, lo studio serviva a costruire il futuro.

Nell’immediato c’erano le cose semplici: la patente dopo pochi giorni, il karate, un band musicale da organizzare con gli amici, e la vita di tutti i giorni cercando di stare bene…

Trascorsa la serata il gruppo era rientrato a Ferrara, tornati al punto di incontro dove i più avevano lasciato le macchine o i motorini.

Federico era a piedi. Era partito da casa in macchina con Michy, che poi non era andato a Bologna.

Erano ormai le cinque del mattino. I ragazzi hanno raccontato che gli hanno offerto un passaggio ma Federico non aveva voglia di rientrare subito. Sarebbe tornato a piedi. Era vicino a casa…

Dal suo cellulare si vede che ha chiamato diversi altri amici. Specialmente i suoi migliori amici, un paio di volte ciascuno. Forse per chiedergli se erano ancora fuori… sembra che nessuno gli abbia risposto. I ragazzi che conosco mi hanno detto che avevano già spento il cellulare per dormire.

E poi non so cosa sia successo esattamente. A quell’ora mi sono svegliata, forse non del tutto, chiedendomi se Federico fosse rientrato. Avevo una stanchezza invincibile non riuscivo a muovermi. Poi ho sentito un rumore nella sua stanza ed ero sicura che fosse lì…

Mi sono risvegliata che erano quasi le otto.

Ho cominciato a chiamarlo e ad inviare messaggi. Nulla…

Non era possibile che non rispondesse. Se tardava mi avvisava sempre. Diceva che lo stressavo ma non voleva farmi stare in pensiero. Mi aggrappavo all’idea che avesse solo perso il cellulare…

Poi l’ha chiamato anche suo padre. Sul cellulare di Federico il padre è memorizzato col solo nome, Lino.

Una voce ha risposto.

Ha imperiosamente chiesto chi fosse al telefono, ed ha chiesto di descrivere Federico.

Poi si è qualificato come agente di polizia, ed alle nostre domande ha risposto che avevano trovato il cellulare su una panchina dalle parti dell’ippodromo e che stavano facendo accertamenti. Ed ha riattaccato.

Immediatamente ho cercato in Questura, e ho cercato anche ripetutamente un amico che ci lavora.

Nulla.

Il centralinista rispondeva: c’è il cambio di turno… non sono informato…, appena avremo notizie chiameremo noi…

Niente per altre tre ore!!!! Passate nell’angoscia e nelle telefonate frenetiche agli ospedali, ai suoi amici e di nuovo ripetutamente alla questura.

Nel frattempo Stefano è accorso in bicicletta alla ricerca del fratello. Ringrazio il cielo che non sia andato nel posto giusto.

La polizia è venuta ad avvisarci solo verso le 11. dopo che lo avevano portato via.

Il suo corpo è rimasto sulla strada dalle 6 alle 11.

E non mi hanno chiamata. Era mio figlio. Nessuno ha il diritto di tenere una mamma lontana da suo figlio!

E mi hanno detto che lo hanno fatto per me… perché era meglio che non vedessi.

In quel momento gli ho creduto.

La polizia ha detto che un’abitante della zona aveva chiamato perché sentiva delle urla.

Dicevano anche che si era ferito sbattendo da solo la testa contro i muri.

Questo si è rivelato falso. Smentito dalle verifiche. Federico era sfigurato dalle percosse.

Molto tempo dopo ho riavuto i suoi abiti. Portava maglietta, una felpa col cappuccio e il giubbotto jens. Sono completamente imbevuti di sangue.

Hanno detto che non voleva farsi prendere. Che ha lottato ed è salito anche in piedi sulla macchina della polizia. I medici hanno riferito che aveva lo scroto schiacciato, una ferita lacero-contusa alla testa e numerosi segni di percosse in tutto il corpo. Ho potuto vedere solo quella sul viso, dalla tempia sinistra all’occhio e giù fino allo zigomo, e i segni neri delle manette ai polsi. L’ho visto nella bara. Il suo corpo non sembrava più allineato e simmetrico. Il mio bambino era perfetto, e stupendo. L’hanno distrutto…

E la polizia mi raccontava che era drogato. Che si era fatto male da solo. Che tutto questo era successo perché era un povero tossico e noi sfortunati…

Lo vogliono uccidere due volte. Le analisi hanno confermato che quel che aveva preso era irrilevante. Non certo causa di morte né di comportamenti aggressivi. Semmai il contrario.

Quel che penso è che Federico fosse terrorizzato in quel momento. Gli stava crollando il mondo addosso. La vergogna di essere fermato dalla polizia, la patente allontanata perché aveva preso una pasticca. E aveva dimenticato la carta di identità.

Quella mattina nel vicinato dicevano che era morto un albanese. Nessuno si preoccupava più di tanto…

Ha certo cercato di scappare. Di non farsi prendere. Visto com’era ridotto si capisce come lo abbiano fermato. Quando lo hanno immobilizzato, ammanettato a pancia in giù non ha più avuto la forza di respirare.

Chissà quando se ne sono accorti?

L’ambulanza è stata chiamata quando ormai non c’era più niente da fare. E nemmeno allora lo hanno portato all’ospedale per provare un intervento estremo. Lo hanno lasciato lì sulla strada. Cinque ore. Poi lo hanno portato all’obitorio. E solo allora sono venuti ad avvisarci.

Perché?

Se fosse vero che dava in escandescenze da solo perché non è stata chiamata subito l’ambulanza?

Perché atterrarlo in modo tanto violento e cruento? Era solo. Non c’era nessuno. Era disarmato. Non era una minaccia per nessuno.

Perché aspettare tanto prima di avvisare la famiglia? Chiaro. Per non farcelo vedere…

Se lo avessimo visto così cosa sarebbe successo? Che risonanza avrebbe avuto?

Sul giornale del giorno dopo un articolo che dichiarava che era morto per un malore… tratto dal mattinale della questura.

Il giorno dopo sull’altra testata cittadina “Federico sfigurato”. Immediate controdeduzioni del Capo Procura: “non è morto per le percosse”… questa è stata la prima ammissione di quanto successo.

Ad oggi ancora non sono stati depositati ufficialmente gli esiti degli esami medici. Sono emersi solo alcuni dettagli che ho citato prima.

Quel che non mi da pace è il pensiero del terrore e del dolore che ha vissuto Federico nei suoi ultimi minuti di vita. Non ha mai fatto male a nessuno. Credeva nell’amicizia che dava a piene mani. Era un semplice ragazzo come tanti. Come tutti i ragazzi di quell’età si credeva grande ma dentro non lo era ancora. Aveva tutte le possibilità di una vita davanti, e una gran voglia di viverla…

Gennaio 12, 2006

zanardi…

Archiviato in: Varie — Generico @ 1:16 pm

eppure esistono delle regole che ci vietano di confidare in un miracolo.. ? assurdo credere di potersi ritrovare un giorno improvvisamente colti, se nn si e mai letto un libro, oppure rispettati quando ci si ? sempre comportati ingiustamente.. questi sono miracoli ke non possono accadere, cosi come dal giallo con l’azzurro nascer? sempre il verde.. e nn il rosa o il marrone, il verde ? matematico.. ricordalo..

Gennaio 11, 2006

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