Abramo Minchia

Settembre 30, 2005

Vertenze Sindacali?? Ecco come si fa….

Archiviato in: Varie — Generico @ 10:31 am

Razzo contro il palazzo
della prefettura di Ajaccio

AJACCIO (Corsica) - Un razzo ? stato lanciato contro un locale della prefettura di Ajaccio, in Corsica, ma non vi sono state vittime. Lo ha reso noto un alto responsabile della polizia.

E’ stato danneggiato l’ufficio di un centralinista, presente al momento dell’attentato, e i vetri di almeno un piano della prefettura e del consiglio generale sono andati in frantumi.

Gli inquirenti hanno trovato nelle vicinanze un lanciarazzi. Si ignora se il gesto sia legato allla vertenza sindacale della compagnia di traghetti Sncm, che blocca il porto di Marsiglia, al pari di quelli corsi di Ajaccio e Bastia.

Nel pomeriggio, una trentina di militanti nazionalisti e sindacalisti hanno fatto irruzione nella sede dell’Assemblea di Corsica, dove si discuteva una mozione per l’abbandono del procedimento giudiziario contro i marinai che hanno dirottato un traghetto, il ‘Pascal Paoli’, per protestare contro il progetto di privatizzazione della Societ? nationale Corse-Mediterranee.

Settembre 29, 2005

Nuove Proposte

Archiviato in: Varie — Generico @ 9:34 am

Ora non possiamo piu’ dire che si candidano sempre quelli, che e’ inutile votare.
Ci sono le "primarie" il 16 Ottobre.
E saremo tenuti ad andare a votare, almeno a questa, che e’ la scelta per vedere chi ci potra’ governare.

Ma stavolta non pensiamo che sia gia’ tutto scritto, che sia gia’ tutto pronto.
Ci sono almeno due individui che meritano, perlomeno, attenzione.

Uno e’ Ivan Scalfarotto –> http://www.ivanscalfarotto.info/
L’altra e’ Simona Panzino –> http://www.senzavolto.org/

Sono molto diversi uno dall’altro… non dico che siano perfetti.
Ma almeno non sono Prodi-Bertinotti-Pecoraroscanio-ecc ecc…

Forse c’e’ una speranza…
Forse no…

Vale la pena di tentare?

Settembre 27, 2005

AMERICAN GRAFFITI

Archiviato in: Varie — Generico @ 4:13 pm

Keith Haring Show
A Milano, alla Triennale, una grande retrospettiva ricorda Keith Haring, icona del graffitismo underground e protagonista della scena newyorkese degli anni Ottanta. In mostra, circa cento dipinti, quaranta disegni, sculture e opere di grande formato

Milano - "Penso, sento, agisco e vivo diversamente ogni giorno, ogni istante. Dipingo in modo diverso ogni giorno. I miei dipinti sono la registrazione di un lasso di tempo. Dipingere in modo diverso ogni giorno rende impossibile realizzare una composizione impegnativa lungo un arco temporale che dura pi? di una seduta". Eccolo lo slogan pubblicitario di un ideale artistico, quello di un’arte che, come la vita, va vissuta attimo per attimo. Il credo di un artista come l’americano Keith Haring, icona del graffitismo underground, grande protagonista della scena newyorkese degli anni Ottanta, che ha bruciato il suo visionario talento in una sola decade, scomparendo nel ‘90 a soli trentun anni, e che ora, a quindici anni dalla morte, viene ricordato in un grande show espositivo alla Triennale di Milano. La rassegna, curata da Gianni Mercurio e Julia Gruen, assistente personale dell’artista negli ultimi sei anni di vita e oggi direttore della Keith Haring Foundation, vuole essere all’altezza dell’epopea fulminea ma proficua di Haring, in cui ha freneticamente macinato wall drawing metropolitani, tele, disegni, sculture, oggetti, collaborazioni illustri e gadget, e punta alla grandiosit?, alla spettacolarit?, a dare corpo al concetto di "all over" tanto caro a Haring, secondo cui "l’arte deve poter essere per tutti e dappertutto".

Cos?, ecco circa cento dipinti, quaranta disegni, numerose sculture e opere su carta di grande formato, ancora, una vasta documentazione fotografica, circa seicento immagini, a rievocare il contesto attorno a cui ? nata e si ? sviluppata la sua arte. Sfilano tele che raggiungono le dimensioni di oltre dieci metri di base o di altezza, come le scenografie realizzate per la discoteca Palladium di New York, tempio della vita notturna negli anni ‘80, e la scenografia realizzata per "The Marriage of Heaven and Hell" di Roland Petit per il Ballet National de Marseille. Spiccano le famose "subway drawings", le maschere "primitive" e cubiste, i grandi vasi di terracotta, le sculture totemiche in legno pittogrammate e quelle in metallo con i suoi omini realizzati con colori primari, le statue in gesso del David di Michelangelo o Madame Pompadour.


Tutto a raccontare una bulimica voglia di creare e produrre. Dagli esordi anticonformisti ma in linea con la cultura underground della citt?. Dai tunnel della metropolitana di New York, dove si divertiva a disegnare furtivamente figurine stilizzate e provocatorie sui cartelloni pubblicitari dei sottopassaggi, con scelte autopromozionali di raffinata strategia: "Haring infatti non interviene con i suoi graffi sui vagoni della metro e rarissimamente sui muri degli edifici - sottolinea Mercurio - i suoi murales e le sue opere pubbliche sono un’altra cosa, e occupa unicamente lo spazio destinato alla pubblicit?, quello che gli esperti direttori di marketing sceglievano per reclamizzare i prodotti". Cresciuto in una piccola cittadina conservatrice della Pennsylvania, il pi? vecchio di cinque figli, l’unico maschio, con il padre ingegnere e la madre casalinga, arriva a New York nel 1978 per frequentare la Scuola di Arti Visive. Nel 1982, Keith Haring esplode con la sua prima personale a Soho, tenutasi nella galleria di Tony Shafrazi. Nel 1984, si moltiplicano mostre personali a Tokyo, Napoli, Anversa, Londra, Colonia e altre due a New York. Dipinse tre murales in Australia, il negozio Fiorucci di Milano, un edificio a Tokyo e il corpo del ballerino Bill T. Jones a Londra.

Haring, dunque, ha cominciato a comunicare in un ambiente anticonformista e fuori dagli schemi espositivi alla conquista dell’anima delle migliaia di persone che percorrono quei binari, per poi oltrepassare la soglia del successo e diventare protagonista dell’art business. Fino alla sua imperdonabile scomparsa, una delle tante vittime dell’epidemia di Aids. Infantile, gioioso, goliardico, ironico, eppure brutale. La star Madonna, che con Haring ha condiviso anni di debutti e ricerche, feste e amici, ha commentato: "Ci sono questi colori brillanti e queste figure infantili e molti bambini, ma se li osservi pi? attentamente, i suoi lavori sono molto potenti e davvero spaventosi. E poi la sua arte ha spesso a che fare con la sessualit? - ed ? un modo per mettere a nudo i pregiudizi sessuali della gente, le loro fobie sessuali. In questo senso, l’arte di Keith ? anche molto politica".

La sua arte proponeva una critica severa mascherata da fumetto goliardico alla societ? contemporanea, anche se da quella societ? non ? riuscito a liberarsi. Quello star system fatto di capitalismo e propaganda made in America, bersagliato da pupazzi, omini, falli labirintici, scenette e mosseti sacrileghe, segni e forme personalissimi, un concentrato delirante di concetti ridotti a elementi primari ispirati anche da geroglifici egizi e pittogrammi giapponesi o cinesi, maya o indios, non ha fatto altro che coinvolgerlo e fagocitarlo fino alla fine, inesorabile e deludente come pu? essere l’Aids. Inizi? fuori dai confini del sistema dell’arte, senza tele n? colori ad olio, per trasformare un muro di Manhattan nel nuovo supporto ad hoc.

Diede inizio alla storica tendenza del Graffitismo, targato anni Ottanta, e, incredibilmente, riusc? a far entrare quell’arte on the road, negletta e proletaria, nelle gallerie e nei musei di tutto il mondo. Eppure, ci tiene il curatore a prendere le distanze dal luogo comune: "Oggi appare chiaro quanto poco a che vedere avesse l’arte di Haring con il graffitismo: la sua ? una prospettiva di artista individuale, con la volont? di costruire s? un’arte per tutti, ma con un linguaggio nuovo, personale, unico, una specie di brand riconoscibile alla maniera di Warhol ma con un progetto pi? artistico, pi? "idealistico" e universale di quello del suo maestro". Nel 1986 Haring apriva a New York e Tokyo il Pop-shop, un negozio che vendeva al dettaglio oggetti e merchandising con le immagini da lui create. Dopo la Factory di pap? Warhol, quella del Pop Shop fu la seconda invenzione da parte di un artista per diffondere, attraverso la riproducibilit?, la propria arte anche come stile di vita e messaggio all’umanit?. Ma con gli stessi cromosomi del graffitismo, l’arte di Haring ? stata plasmata, almeno nello spirito iniziale: per il forte senso di appartenenza comunitaria, per la dinamicit? dei pezzi, per l’idea che i lavori dovessero essere completati in un’unit? compressa di spazio e tempo, per l’ascolto continuo del rap…

In Haring convivono riferimenti artistici illustri - Pierre Alechinsky, Jean Dubuffet, Christo, Matisse, l’Action painting - e arte "off" come la cultura psichedelica. Se dal padre, disegnatore di fumetti, aveva assorbito l’arte del cartoon, l’incontro pi? fecondo sar? con William Burroughs, l’anima pi? radicale e maledetta della Beat generation, erede diretto della tradizione postsurrealista. E del folletto occhialuto, lo scrittore maledetto, con cui hga collaborato all’opera "Apocalipse", dir?: "Per associazione, Keith ? parte dell’intero sistema di linee metropolitane di New York. Esattamente come nessuno pu? guardare un girasole senza pensare a Van Gogh, allo stesso modo nessuno pu? entrare nella metropolitana di New York senza pensare a Keith Haring. E questa ? la verit?…". E la mostra sciorina lavori che ripropongono puntuali il linguaggio di Haring, di questo folletto occhialuto e smilzo, che viene accreditato come uno dei veri e inossidabili protagonisti dell’immediata arte contemporanea, merito, se non de-merito, di una morte prematura giunta, e forse aspettata, nel pieno fulgore della carriera istantanea. Figlio del mito di una Giovent? bruciata, a braccetto con droghe, alcol e sesso sconsiderato, sulla falsariga di Jack Kerouak, Jimi Hendrix e Jean-Michel Basquiat. Ma anche questo fa parte del mito.

LAURA LARCAN

Notizie utili - "The Keith Haring Show", dal 28 settembre al 29 gennaio 2006, Triennale, Viale Alemagna, 6, Milano. La mostra ? curata da Gianni Mercurio e Julia Gruen. Organizzazione: Triennale e Chrysler.
Orari: marted?-domenica, 10:30-20:30, chiuso luned?.
Ingresso: intero €8.
Informazioni: tel. 02-724341.
Catalogo: Skira.

Vengaboys?

Archiviato in: Varie — Generico @ 12:28 pm

tenetevi pronti…
The vengabus is coming
And everybody’s jumping
New york to san fransisco
An intercity disco
The wheels of steel are turning
And traffic lights are burning
So if you like to party
Get on and move your body

by jonathan, in piena botta disco ‘90

Settembre 26, 2005

E oggi

Archiviato in: Varie — whitelion @ 12:39 pm

Mi sono dimmesso …… ? stato pi? facile di quello che pensavo

Settembre 23, 2005

Poster

Archiviato in: Varie — Generico @ 2:29 pm

Seduto con le mani in mano sopra una panchina fredda del metro
sei li che aspetti quello delle sette e trenta chiuso dentro il tuo paletot
un tizio legge attento le istruzioni sul distributore di caffe’
ed un bambino che si tuffa dentro ad un bigne’

E l’orologio contro il muro segna l’una e dieci da due anni in qua
il nome di questa stazione e’ mezzo cancellato dall’umidita’
un poster che qualcuno ha gia’ scarabocchiato dice "Vieni in Tunisia"
c’e’ un mare di velluto ed una palma e tu che sogni di fuggire via…

di andare lontano lontano…
andare lontano, lontano.

E da una radiolina accesa arrivano le note di un’orchestra jazz
un vecchio con gli occhiali spessi un dito cerca la risoluzione a un quiz
due donne stan parlando con le braccia piene di sacchetti dell’UPIM
ed un giornale e’ aperto sulla pagina dei film.

E sui binari quanta vita che e’ passata e quanta ne passera’
e due ragazzi stretti stretti che si fan promesse per l’eternita’
un uomo si lamenta ad alta voce del governo e della polizia
e tu che intanto sogni ancora sogni sempre sogni di fuggire via…

di andare lontano lontano…
andare lontano, lontano.
————————————————————————————————————–
…e chi l’avrebbe mai detto che un giorno avrei postato un testo di Baglioni….

Settembre 22, 2005

Gran Barza

Archiviato in: Varie — Generico @ 5:14 pm

UN MERIDIONALE SALE AL NORD IN CERCA DI LAVORO E SI PRESENTA IN UNA AZIENDA. 
IL PADRONE: E ALURA COSA OLET??? 
TERU’: CERCO LAVORO!!!! 
IL PADRONE: COSA TE SET BU DE FA??? 
TERU: SPORT E SESSO 
IL PADRONE: BENE ALURA COR E FA DU GIR DEL CAPANU E PO DOPO VA A DA VIA’OL CUL!!!!!!

Una data importante

Archiviato in: Varie — Generico @ 11:16 am

E’ il 21 Settembre.
Anzi e’ gia’ il 22, poiche’ e’ circa mezzanotte e quarantacinque minuti.

Si.
Ho vinto.
Ho battuto il Gerva con un devastante 32 a 6.
E subito dopo ho sconfitto il Ciaci, 46 a 34.
Ho vinto la Notturna di Boccette…

Sembra ieri che tiravo le prime bocce sbilenche….

E ieri ho vinto.
L’emozione e’ stata grande.
Mi vengono ancora gli occhi lucidi al sol pensiero…

CINCINNATI, STO ARRIVANDO !!!!


"le boccette….uno stile di vita!"
jonathan

Aderisco

Archiviato in: Varie — whitelion @ 8:32 am

ogni tanto va presa posizione (clicca sull’ immagine per ingrandire)
Image Hosted by ImageShack.usqui notizie sulla campagna

Settembre 21, 2005

Cina, la figuraccia di Yahoo!

Archiviato in: Varie — whitelion @ 11:11 pm

PI: Cina, la figuraccia di Yahoo!: “Cina, la figuraccia di Yahoo!
Rischia un vero flop nelle relazioni internazionali: il portalone avrebbe agito di concerto con le autorit? cinesi per individuare un cyber dissidente, poi sbattuto in galera per dieci anni

Hong Kong (Cina) - Venti di polemica sulla divisione asiatica del popolarissimo Yahoo!. Il distaccamento di Hong Kong del celebre motore di ricerca, stando alle accuse sollevate da Reporters Sans Frontieres, potrebbe essere un collaboratore di primo piano nella caccia al cyberdissidente lanciata dalle autorit? della Repubblica Popolare Cinese.

(L’articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria)

Yahoo! Holdings Ltd, societ? parzialmente controllata dal governo di Pechino, avrebbe fornito importanti dati personali riguardo ad un utente particolarmente scomodo: il giornalista Shi Tao, collaboratore di un noto quotidiano finanziario locale. Shi Tao, come sottolinea il Commitee to Protect Journalists, ? stato condannato a 10 anni di prigionia per aver divulgato in tutto il mondo alcune ‘direttive segrete’ emanate da Pechino: veri e propri divieti rivolti ai direttori di tutte le testate nazionali, scritti con tono intimidatorio, che stabilivano il divieto di raccontare il quindicesimo anniversario della rivolta di Piazza Tiananmen, svoltosi lo scorso giugno.

‘Il motore di ricerca ha collaborato pienamente con le autorit? cinesi, senza opporre resistenza’, sostengono i portavoce di RSF. I poliziotti, forti della piena collaborazione di Yahoo!, hanno potuto risalire alle email inviate da Shi Tao. Rintracciare l’abitazione del dissidente ? stato un gioco da ragazzi: ottenuto l’indirizzo IP del computer di Shi Tao, le novelle guardie rosse telematiche hanno immediatamente provveduto alla cattura dell’indiziato. I sostenitori di RSF hanno cos? pubblicato la traduzione del verdetto dei giudici cinesi, ottenuta tramite un’organizzazione per i diritti umani: una resoconto che non risparmia Yahoo! da una valanga di critiche al vetriolo.

Nel documento si evincono le responsabilit? dell’azienda nella cattura di Shi Tao: ‘Sappiamo gi? da tempo che Yahoo! collabora con i censori del governo cinese, ma adesso sappiamo che ? persino un informatore della polizia’. Recentemente, Yahoo! ? entrata con prepotenza nel panorama cinese con la parziale acquisizione di Alibaba, un importante motore di ricerca locale utilizzato dalle aziende per l’import-export di materiali e prodotti made in China: ? solamente un caso?

La grande multinazionale aveva gi? suscitato le attenzioni di numerosi osservatori internazionali per avere accettato i diktat dell’oligarchia pechinese pur di aprire una filiale nel promettente mercato del far east: una scelta fatta propria anche da Google e Microsoft, che ha alimentato grandi polemiche. La Cina non ? cos? vicina quanto sembra: qualsiasi azienda che opera su Internet, specialmente se straniera, deve accettare obblighi legali che costringono all’implementazione di sistemi censori ad alta tecnologia, come sostiene l’esperto Ethan Gutmann.”

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