Abramo Minchia

Ottobre 31, 2003

Nemmeno se ne rende conto

Archiviato in: Varie — whitelion @ 5:14 pm
Oggi il mio collega mi ha dato del freakettone …. per vendicarmi ho sparato 4 ore di dancehall strapesa.. potete vedere qui a fianco la foto che gli ho scattato dopo il suddetto trattamento terapeutico

Ma……

Archiviato in: Varie — whitelion @ 11:47 am

Ora è un po che è cosi. ma non lo ho mai chiesto.. che ne pensate della nuova veste grafica?? (non sono accetti commenti del tipo “hai copiato” (vero) e metti la mia scritta Nazi)

Ottobre 29, 2003

Sentenza Quotidiana

Archiviato in: Varie — Bazza @ 7:15 pm

Le “Vibrazioni” son dei buffoni

barze

Archiviato in: Varie — Bazza @ 7:13 pm

Villaggio dei cannibali, la mamma alla figlia:
- Oggi tuo padre ha catturato piu di 1000 nemici; domani ti faccio la pasta con i piselli.

.-.-.

Un giovane ispettore delle imposte ? mandato un giorno alla Grande Sinagoga di Parigi per effettuare un controllo fiscale. Impietosamente pone numerose domande al Rabbino Capo: “Cosa ne fate dei resti delle candele e della cera?” “Le rimandiamo al nostro fornitore che, una volta l’anno, ci offre un pacco di candele.” “E dei resti del pane, di tutti questi avanzi, che ne fate?” In linea di massima la stessa cosa: le spediamo al nostro panettiere e, una volta l’anno, lui ci fa un piccolo
regalo.” Contrariato da queste pronte risposte, l’ispettore aggiunge:
“E dei resti delle circoncisioni? Di tutti questi piccoli pezzi, cosa ne fate?”
Tranquillo, il Rabbino Capo risponde: “Come per tutte le altre cose, le raccogliamo e le inviamo al Centro Nazionale delle Imposte e, una volta l’ anno, loro ci inviano una testa di cazzo.”

Uffa

Archiviato in: Varie — whitelion @ 4:36 pm

Oddio essere arrabbiato ….

Ottobre 28, 2003

Sentenza Quotidiana

Archiviato in: Varie — Bazza @ 8:41 pm

Le “Vibrazioni” han rotto i coglioni

Ottobre 27, 2003

Brizzi Vs. Vasco

Archiviato in: Varie — Bazza @ 9:21 am

Due miti del nostro tempo, della nostra provincia. E’ un incontro al vertice tra la musica e la scrittura italiana: Enrico Brizzi (quello di “Jack Frusciante ? uscito dal gruppo”) intervista il Blasco. Ne nasce un terremoto… BRIZZI INCONTRA VASCO di Enrico Brizzi Si parte in accelerazione nucleare sull’auto del signor Ronnie. Red Ronnie. Ci si siede da Napoleone, ristorante bolognese da ore piccole. Vasco mangia tartufo alle tagliatelle, dice: “Oh yeah!”. “Cosa fai, scrivi un altro libro adesso?” chiede. “Beh, s?, ? un po’ diverso dal precedente… un po’ cattivo, forse… forse ? la parte cattiva di una storia simile…” “Be’, giusto, come nelle canzoni, che uno sdoppia uno stesso personaggio da una canzone all’altra… d’altronde tu sei molto intelligente… secondo me sei un genio.” “Dai Vasco, basta, senn? quando arrivo a casa mi faccio subito una sega…” “Ah! Ti dico quello che penso, non ? mica un complimento, come se dici a una bella figa che ? una bella figa…” “Io qua registro tutto, eh?” “Registra, registra, che ogni cosa ? scritta, ? scritto tutto, sai Red Ronnie” e si rivolge all’Ansaloni “? scritto anche di quando eri candidato nel Piesse?…” L’uomo del RoxyBar rimbecca ” Vasco, guarda che ? scritto anche quando volevi la televisione grande, ed ? scritto perch? la volevi grande… che poi ? nata la canzone Delusa, eh, ti ricordi?” Una risata scioglie la tensione, l’allusione alla presunta sbandata di Vasco per AMBRA e le ragazzine di Non ? la Rai ? pi? che evidente. “Va l?, stai zitto, che c’? qui mia moglie, l’artefice della mia redenzione… della regolarizzazione… della regolamentazione della mia vita spericolata… la colonna della mia vita… della mia famiglia.” La moglie del Vasco (carina!) ammicca come una che la sa lunga. “Senti Vasco, su un vecchio King di qualche tempo fa ho letto un’intervista a Umberto Marzotto, tuo storico compagno di vita spericolata… parlami un po’ di quegli anni.” “Ah… quel periodo… quel periodo… vivevo proprio… stavo sveglio due o tre giorni… tiravo… facevo tre o quattro concerti di fila, poi dormivo quattro giorni… e Marzotto ? arrivato in un momento cos?… vivevo in un capannone… che avevo messo a posto per abitarci, c’erano gli uffici… e ospitavo gente che arrivava.. e facevamo una vita disordinata… stavamo fuori tutte le sere, andavamo nei posti, cos?… a me piaceva pi? che altro perch? andava in moto, faceva motocross… ce n’? stata anche altra di gente che ? vissuta con me nel capannone… per dei periodi… ospitavo la gente che mi piaceva di pi?… andavamo alla Capannina… io facevo i concerti… e la gente intorno viveva proprio in modo boh?mien… la gente come Umberto erano un po’ le pecore nere… un gruppo di gente che si conosceva e viveva la notte… Adriano Bonacina… gente che viveva a Milano… stavamo insieme per sconvolgerci la vita… mica per morire, sai… volevamo proprio prendere tutto…” “E adesso non ti sembra che la societ? sia sempre pi? omologata, che ci sia meno questa voglia di cui parli?” “Mah, la gente che vive cos? ? sempre stata poca e ce n’? anche adesso… in provincia, per esempio, la gente lavora cinque giorni alla settimana e poi il weekend si ubriaca fino a suicidarsi… io non volevo il weekend… perch? deve essere domenica solo una volta alla settimana? “Io volevo la domenica tutti i giorni. “Io pi? che altro mi divertivo molto…, per? non lo auguro, non lo auspico a nessuno… la consapevolezza si pu? raggiungere anche prima, e senza bisogno di passare per forza da quel tipo di esperienze l?.” Poi Vasco lancia uno sguardo languido verso i servizi. “Sai cosa, che quando mi scappa la pip? io divento nervoso… sai quella canzone di Paolo Conte che dice …le donne a volte sai sono scontrose, oppure devono fare la pip?? Ecco anch’io sono cos?.” “Bartali.” “S?, Bartali.” “Gran pensiero sulle donne, no? Lui se ne sta l? a bere la birra e aspetta Bartali, e manda a cagare la donna.” “A volte ? proprio cos?” dice il Blasco. “Senti, Vasco. Le tue agiografie iniziano tutte col periodo da deejay, poi via via il successo e tutto il resto. Quand’? che ti sei accorto che per i ragazzi eri diventato Vasco Rossi, una faccia da mettere su una maglietta?” “Io mi sono accorto di essere arrivato quando ho scritto Vita spericolata… prima mi ero tolto delle belle soddisfazioni, ma non erano ancora soddisfazioni come le volevo io… con Vita spericolata ho detto: ‘Cazzo, questa ? veramente la canzone della mia vita’, …mi piace un casino …tutte le mie canzoni sono belle, molto belle, me lo ha detto anche Red Ronnie stasera…” “Una delle tue canzoni che preferisco ? Voglio andare al mare. Mi racconti come ? nata?” “Voglio andare al mare viene da una storia… aspetta per?, voglio dirti un’altra cosa. Con Vita spericolata io godevo come un matto, avevo i soldi, il successo… non mi rendevo bene conto… poi mi hanno arrestato, tanto per gradire… eeeh… se mi hanno messo dentro evidentemente qualcosa di storto lo avevo fatto… poi quando sono uscito ho avuto un po’ di esaurimento nervoso, che mi ? durato due o tre anni, e l? ho iniziato a maturare, a rendermi conto che tutto quello che avevo seminato nella mente della gente aveva germogliato, e aveva anche messo radici talmente grandi che io non ci potevo fare veramente un cazzo… io ogni tanto poto un po’ qua e l?, ma poi i giornalisti dicono che sono cambiato… per forza che sono cambiato… sono diventato pi? bello… cosa vogliono da me…” “Be’, deve essere una grande soddisfazione vedere che il tuo successo non diminuisce con pezzi meno duri… il tuo ? un successo di un’intera carriera, non solo di qualche brano fortunato…” “S?, ma davvero, me ne rendo conto solo da cinque o sei anni.” Poi il cameriere porta gli gnocchi gorgorzola e noci. Un tale filtra i fans e fa firmare autografi per procura. Vasco riprende: “Voglio andare al mare ha una storia… abitavo in via Porrettana, a Bologna, dopo l’arco del Meloncello… la conosci?”. “Ah, abito l? anch’io.” “Incredibile, ci ho vissuto quattro anni, gli anni pi? belli, proprio. “Era estate e noi facevamo centocinquanta concerti all’anno, a volte per giorni di fila, grazie alle Feste dell’Unit? soprattutto. C’erano tre camere, in una ci stavo io, e nelle altre Massimo Riva e Leo Persueder. Era un caldo bestiale, e noi a letto con la chitarra… Dico a Massimo: facciamo un reggae, che in quell’anno andava di moda il reggae, e lui ha iniziato e io cantavo sopra: ‘voglio andare al mare’, proprio perch? era l’ultima cosa che potevamo fare, murati a Bologna, con un caldo bestiale… e il pezzo ? nato cos?… volevo andare al mare a vedere cos?… le tette nude… tutte nude…” Poi il Blasco si gira verso la moglie, che sorride. Enrico Brizzi

sciopero?

Archiviato in: Varie — Bazza @ 9:17 am

ma, credevo di fare sciopero oggi, ma alla fine nn sto molto bene davvero…brutto raffreddore, un po’ di mal di gola…che palle!
beh, mi curero’ come so io, mi guardero’ dei film, vi pensero’…

Le grandi domande

Archiviato in: Varie — whitelion @ 9:02 am

Se Superman è così furbo, perché si mette gli slip sui pantaloni?

Ottobre 24, 2003

Ancora i Lego

Archiviato in: Varie — whitelion @ 1:49 pm
Qui i lego Si fanno le canne
Qui invece reinterpretano il signore degli anelli.
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